Le coliche neonatali sono un problema che pare affliggere gran parte delle famiglie nei primi mesi di vita del neonato.
Pianti e agitazione serale, aria e gambette che si tendono e tutti sono pronti a giurare che sia mal di pancia.
Ma ne siamo proprio sicuri?

Proviamo a fare chiarezza.

Punto 1.
Un neonato sano allattato al seno (o anche con il formulato) ha una discreta quota di aria all’interno dell’intestino. Questa aria, prodotta fisiologicamente in seguito alla fermentazione degli zuccheri contenuti nel latte non procura però, contrariamente a quanto si pensa, dolore.
Il dolore potrebbe esserci solo ed esclusivamente se l’intestino fosse irritato, cosa assai rara, fortunatamente, nella grandissima maggioranza dei casi.
Dunque, per riassumere: aria nella pancia non corrisponde a dolore alla pancia.


Punto 2.
I neonati piangono.
Lo fanno per comunicare e per attivare nella madre una risposta che garantisca loro cure, amore e di conseguenza la sopravvivenza.
Quando un neonato piange lo fa con tutto il corpo, con gambe, braccia, mani, volto. I movimenti sono agitati e nervosi e può capitare che in tale attivazione corporea il piccolo spinga e che emetta di conseguenza aria.
Tutto ciò non ha però nulla a che vedere con dolori di pancia o con la colica intestinale come noi adulti la intendiamo.
Riassumendo: fare aria mentre si piange non è segno di colica in atto.


Punto 3.
E’ vero che molti bimbi si agitano e piangono finché svuotano l’intestino per poi calmarsi e addormentarsi sereni. Questo concatenarsi di eventi (agitazione-→ cacca/aria → serenità riconquistata) non è tuttavia dato dal dolore intestinale, ma molto più probabilmente è correlata a fastidio e agitazione.
Al fine di comprendere meglio va ricordato che per un neonato anche una cosa apparentemente banale come il fare la cacca può non essere facile. Svuotare l’intestino prevede infatti una sequenza di attivazioni muscolari e rilassamento di sfinteri che, soprattutto in uno stato di agitazione, può risultare molto complesso da compiere.
Il benessere che talvolta segue non è dunque dato dal dolore alla pancia che vi era prima, ma quanto più dall’aver interrotto quel circolo vizioso creatosi tra il bisogno del piccolo di liberarsi e l’agitazione che lo impediva.
E’ da immaginare circa così: il bimbo deve fare la cacca → è però agitato → nell’agitazione non riesce a rilassare lo sfintere in modo efficace→ diventa sempre più irrequieto → ecc..
Quando il bimbo riesce a rilassarsi anche solo per qualche minuto ecco che avviene la magia!
(Si sconsiglia caldamente l’uso del sondino, non serve a nulla, ve lo spiego qua: https://ostetricamartinasarti.it/sondino-non-sondino/ )

Punto 4.
Come tutte le persone al mondo anche i neonati di sera sono più stanchi, più irrequieti, rielaborano gli stimoli della giornata. Ciò può dunque generare in loro agitazione che si esprime con – indovinate! – il pianto.
Cosa può quindi accadere? Può accadere ciò che è stato descritto al punto 2.
Agitazione e irrequietezza serale in risposta alla giornata trascorsa → pianto → attivazione corporea → il bimbo fa aria.
Ancora una volta non si tratta di mal di pancia, quanto più dell’attivazione corporea che dà come conseguenza il fare aria.

Punto 5.
Anche la madre sul far della sera è stanca e ha meno energie, è irrequieta o nervosa, è affaticata e provata dalla giornata passata interamente a prendersi cura del suo piccolo.
Può succedere quindi che il neonato, percependo l’affaticamento materno, possa di riflesso piangere in modo ancora più agitato, portando l’intera famiglia a sospettare per la sua salute o per chissà quale strano problema.
E invece no, talvolta l’intestino non centra: il neonato percepisce lo stato di disagio che vive la madre e, non avendo altri mezzi per elaborare queste sensazioni, piange e si innervosisce.
Non è nulla di strano, neonato e mamma sono profondamente connessi uno all’altra e più in particolare, questa è una tipica reazione data dal Dialogo Tonico.
(Ne parleremo più avanti o se volete, è abbastanza facile trovare informazioni.)

E quindi, ok, non è la pancia, ma più precisamente cos’è?
E’ talvolta il bisogno di contenimento, calore umano, sostegno, vicinanza.
E’ che nella stanchezza un neonato ha ancora più bisogno.
E’ che è difficile rielaborare gli stimoli della giornata e talvolta ci si agita.
E’ che la mamma ad una certa ha bisogno di una doccia e il bimbo ha bisogno di cambiare braccia.
E’ che i primi mesi sono di ambientamento e consolidamento della relazione e tutto avviene con calma, passando per tante gioie, ma a volte anche per qualche difficoltà.

State vicini!

A breve un articolo sulle strategie utili per la gestione delle colic… ehm.. delle serate difficili!

Sitografia:
https://www.uppa.it/nascere/neonato/coliche-neonato/
https://ilpartopositivo.com/2018/03/20/la-soluzione-definitiva-al-problema-delle-coliche/

Immagine: https://www.instagram.com/p/Bq5H_t1F5aG/

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