L’Ejezione dell’ovulo

Un’ipotesi

 

Articolo di Verena Schmid

 

Ci hanno insegnato che il ciclo mestruale dura 28 giorni, che l’ovulazione avviene il 14° giorno, che l’ovulo è fecondabile 24 ore. In questo schema, dicono, si sussegono due fasi ormonali principali – quella follicolostimolante e quella luteinizzante, e due picchi ormonali – quello dell’ovulazione e quello delle mestruazioni.

Su questo presupposto, del tutto teorico, astratto e rigido, ancora oggi si basano il calcolo e della durata della gravidanza, molte induzioni inutili e molti metodi di contraccezione. Da donna e da ostetrica di lunga esperienza mi viene da sorridere. Se così fosse, l’umanità forse sarebbe meno abbondante di quanto lo sia oggi.

La vita è molto più dinamica!

Infinite storie di donne, di gravidanze attraversano la mia mente, a partire dalla mia.
Ho concepito il mio primo figlio il 27° giorno del ciclo, la seconda figlia il 6°.
Allora l’ovulo del 14° giorno che fa? Aspetta due settimane? Oppure salta fuori un altro ovulo all’occasione buona?

Quanti bambini arrivano quando meno la donna se l’aspetta? Cosa succede veramente?

Che dire di tutte quelle numerose donne che hanno avuto un solo rapporto sessuale al mese in un momento X del ciclo, o per assenza del marito, o la ragazza giovane, giovanissima che ha un incontro fuggevole, o quando accade uno stupro, o per altri motivi ancora e rimangono gravide? E dei soldati che tornavano in licenza dalla guerra per un paio di giorni e poi nascevano figli maschi? Che dire delle gravidanze che aumentano in presenza di minacce per la specie come le guerre, i terremoti, i bombardamenti, i disastri? Dell’istinto sessuale che si risveglia di fronte alla morte?

Che dell’innamoramento che smuove l’ovulo?

Le emozioni: si potrebbe quindi ipotizzare un riflesso di ejezione dell’ovulo quando un’onda emozionale particolarmente forte (gioia o terrore) invade la donna?

La luna: la cultura delle donne sa dell’ovulazione cosmica, cioè quel ovulazione che avviene sotto lo stimolo della luce che coincide con quella della propria nascita. L’ampia ricerca cosmologica a proposito, effettuata dal Dott. Eugen Jonas nella ex Cecoslovacchia sovietica, fu distrutta, troppo rivoluzionaria come tesi in un contesto lineare, maschile. Ma le donne sentono l’influenza della luna sul proprio ciclo, quando sono in contatto con sé e la natura. Quindi molte donne che desiderano una gravidanza spesso applicano il suo metodo. Che la luna regoli il ciclo mestruale è generalmente riconosciuto, perché non dovrebbe influire anche sull’ovulazione?

Il bambino nel preconcepimento: sempre come donna faccio l’ipotesi che sia anche il bambino a venire, entrando in contatto emotivo profondo con i suoi futuri genitori ancora prima del concepimento, possa stimolare il loro sistema limbico inconscio e produrre un ejezione dell’ovulo nel momento in cui gli è propizio.

L’aspetto fisiologico: conosciamo il riflesso di ejezione del latte, del feto, dello sperma.
Questi riflessi partono tutti dall’ipotalamo sotto influenza dell’attività limbica ed è sempre coinvolta la reazione di attacco/fuga. Quest’ultima non solo si innesta per la sicurezza e sopravvivenza del singolo, ma anche e ancor di più per quella della specie. Quindi ha un ruolo non trascurabile anche nella riproduzione. Sappiamo come lo stress cronico possa inibire, bloccare le funzioni vitali e nello specifico gli ormoni sessuali. Ma sappiamo altrettanto che uno stress acuto (di cui fa parte sia la gioia estrema che il terrore) possa invece stimolare al massimo le funzioni vitali (per l’individuo) e anche quelle riproduttive (per la specie). Le complesse interazioni neuroendocrine, tra sistema nervoso e sistema endocrino, spiegano bene come un impulso di allarme, di eccitazione, di minaccia forte possa cambiare in un istante la risposta endocrina.

Nel riflesso di ejezione del feto, il forte stiramento della vagina, oppure un segnale di sofferenza del feto, segnala all’ipotalamo e al sistema neurovegetativo uno stato di urgenza massima che deve essere superato subito, ora. Si attiva il sistema di attacco e fuga con un’onda alta di adrenalina che, nella fisiologia femminile richiama un’onda altrettanto alta di ossitocina e prolattina ed ecco che il bambino viene catapultato fuori in un istante. La stessa sollecitazione adrenalinica fuori gravidanza potrebbe innalzare il livello del GnRH e dare il via alla cascata ormonale che fa saltare l’ovulo, come risposta a una minaccia della specie o all’opportunità ottimale di riprodursi.

Articolo tratto dalla rivista Donna & Donna numero 94

Immagine: https://it.pinterest.com/pin/123004633547185092/

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